Taccuino

Le coincidenze non sono mai davvero un caso

Taccuino aperto con matita su una coperta di maglia

Prima volta al Salotto animico? Scopri di più qui

Negli ultimi tempi, una delle parole che mi ritrovo ad usare più spesso è coincidenza.

Sperimentiamo così spesso situazioni che sembrano accadere per caso e come conseguenza della nostra attenzione selettiva, ci predisponiamo per notarne appunto le coincidenze.

Ad esempio, è per caso che mi trovo a vivere qui in questa città, che mi arriva questo lavoro, che incontro questa persona a cui avevo pensato giusto ieri.

In termini razionali verrebbe da dire no, ovviamente ho partecipato a questa situazione, a questa scelta, o comunque le circostanze non potevano che portarmi a viverla.

Una delle porte con cui imbocchiamo un cammino psico spirituale è chiedersi quanto di quello che ci accade o che facciamo accadere sia predeterminato.

Conoscere il motivo per cui sei qui ora sulla terra ha molto a che fare con questo dubbio.
Man mano che incontri chi sei, la tua visione cambia e si pulisce, lasciando cadere le nuvole di confusione mentale.

La verità è dentro di te, la tua vera verità.

Continuare a cercarla nei posti evidentemente sbagliati è un brutto vizio che continuiamo a perpetrare, specialmente nella nostra epoca dell’invasione d’informazioni.

Come se cedessimo la nostra dignità di essere umano a dei giocattoli senza vita.
“Come un velo di Maya che non si stacca e non vuole andarsene.” *

Se riempi tutto lo spazio della tua attenzione con un dozziliardo di dati, non resta un granché di quel prezioso spazio interiore.

Quel luogo personale dove guardarti per osservare e familiarizzare con i tuoi strumenti.
Quelli che sono tuoi per diritto e non è detto che li conosci ancora tutti.

Il tuo laboratorio da usare per progettare e creare, magari scoprendoti molto più di quanto appari, incontrando una nuova consapevolezza in espansione.

Per ora tutto ciò che puoi fare è testimoniare e sapere perfettamente cosa significa trovarsi immersi nella quotidianità attraverso le sembianze umane.

Ignorando il potenziale che risiede nella parte fondamentale di te e non solo per vivere serenamente, ma per sentirti letteralmente esplodere di energia, vibrare alto.
E da lassù la vista è decisamente spettacolare.

L’altra ottima notizia è che da lì senti un infinito sostegno e che non sei un’anima sola, che non lo sei mai stata e non lo sarai mai.
Sperimenti una profonda sensazione di protezione legata al concetto primario:

“che l’unità e il tutto sopravvivono sempre.
Che il destino dell’umanità non attende tutti indistintamente.
È solo per coloro che la accolgono senza pregiudizio.
E combacia con il sistema del tutto, anche questo perché ti diamo l’opportunità di sperimentare il tragitto in entrambi i sensi. Nelle due direzioni, come se ti spostassi da una parte all’altra contemporaneamente.

Non in ordine sparso, in ordine causale.

Con una precisa collocazione di schema interiore data dall’aspetto più recondito del tuo essere superiore che vuole questo, che ti indica la strada, la via maestra senza giudicare, senza giudizio. Indipendentemente dalle scelte che fai, dalla strada che ti permetti di seguire.” *

E da qui torniamo al caso ed alle coincidenze, come il casuale sia profondamente allineato al causale, al tuo disegno animico.

Eventi che si susseguono con un senso che solo tu sai dare.

La prossima volta che la casa giusta salta fuori proprio quando stavi per rinunciare, che ti arriva un lavoro inaspettato, o che incontri qualcuno al momento giusto, prova a fermarti un attimo prima di pensare “è solo un caso”.

Per te:

  • Quanto spesso ti permetti di osservare le coincidenze che ti circondano?
  • In quei momenti dove cerchi il senso, fuori o dentro di te?


* Dai registri di oggi


Questo è un approfondimento nato per l’episodio del podcast Le coincidenze che ti stanno cercando.

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